ENCICLOPEDIA
Tipologie di fiammifero
Quali sono le diverse tipologie di fiammiferi che possiamo incontrare e come possiamo riconoscerle? Scopriamole insieme partendo da questa locandina affissa ad una tabaccheria nel 1934 che rappresenta una sorta di catalogo dell’epoca a cui aggiungiamo anche altre tipologie o nomi per classificare le tipologie di fiammifero.

Cerini
Piccoli fiammiferi dotati di stelo sottile di carta cerata arrotolata strettamente o di cotone e all’estremità da una capocchia infiammabile (generalmente di solfuro di fosforo)

Svedesi o
Fiammiferi di sicurezza
Fiammiferi dotati di un bastoncino di legno e all’estremità di una capocchia definita sicura poichè sono separati gli ingredienti combustibili. Infatti nella capocchia sono presenti solo gli ossidanti (clorato di potassio), mentre sulla superficie ruvida della scatola il fosforo rosso. Quando si sfrega il fiammifero sulla striscia della scatola il calore dello sfregamento accende il fosforo rosso, che a sua volta incendia la capocchia.

Familiari
Fiammiferi dotati di bastoncino di legno e all’estremità di una capocchia fosforica, che quindi a differenza dei fiammiferi svedesi o di sicurezza è in grado di accendersi su qualsiasi superficie ruvida. Sono definiti familiari perchè usati principalmente in ambito famigliare. Le scatole erano grandi, minimo da 100unità.

Minerva e
Minerva giganti
Fiammiferi di sicurezza dotati di uno stelo di legno sottile (solitamente pioppo), spesso con un’apertura ad “ali di gabbiano” e da una capocchia di clorato di potassio e solfuro (no fosforo). Il nome deriva dal marchio originale che raffigurava la dea Minerva.
I minerva giganti sono caratterizzati da dimensioni molto più grandi che li rendevano più adatti alle condizioni avverse e longevi nella fiamma.

Fiammiferi paraffinati
in Bossoli
Tipologia di fiammiferi in cui lo stelo è formato da un bastoncino di legno, impregnato ad una estremità con paraffina fusa. Il contenitore invece è cilindrico a forma di bossolo, da cui il nome.

Fiammiferi controvento
Questa tipologia di fiammiferi nasce ad inizio 900 per soddisfare l’esigenza di avere un prodotto che restasse acceso anche in condizioni climatiche avverse. Sono facilmente riconoscibili poiché hanno una capocchia molto lunga e grossa che è formata da sostanze che bruciano con fiamma assai viva e resistente al vento.
Venivano utilizzati principalmente dai militari, dagli automobilisti, dai lavoratori all’aperto e dall’aeronautica.

Fiammiferi a strappo
Negli anni Trenta nascono i fiammiferi a strappo, che si accendono quando vengono estratti dalla confezione. Venivano fabbricati dalla SAFFA di Magenta ed erano previsti due differenti rotoli, da 100 fiammiferi e da 300 fiammiferi (i più comuni).
Questa tipologia di fiammiferi veniva utilizzata principalmente nei locali pubblici e venivano messi a disposizione dei fumatori, che con un semplice strappo potevano accenderli.
Sono stati fabbricati e progettati anche dei porta-fiammiferi a strappo in cui i rotoli potevano essere integrati e cambiati quando erano consumati. In foto 3 esempi di differenti porta fiammiferi a strappo; una vera rarità.

Bougies de poche o
candelette tascabili
Scatola di candelette tascabili, chiamata anche “Accendi scala”, poiché veniva utilizzata per far luce quando si saliva o scendeva dalle scale principalmente di notte. Il forellino presente sulla scatola serviva per inserire la candeletta accesa, in questo modo si poteva tenere fra le mani direttamente la scatola durante il percorso.

Fiammiferi igienici o
uso camera
Alcuni fiammiferi di scatole di fine 800 sono definiti igienici in quanto contraddistinti dalla riduzione/eliminazione delle sostanze nocive (principalmente fosforo bianco) presenti nella capocchia .
